sabato 22 settembre 2012

Registro elettronico e connessione internet

Sembrava facile, ascoltando le parole del Ministro Profumo del 12 settembre 2012. 
Quello che non era prevedibile è che non siano state comunicate le istruzioni operative.
Concretamente cosa dovrebbero fare i DS (Dirigenti Scolastici) per attivare il registro elettronico?
Come primo passo, parlarne insieme ai docenti per deliberare in consiglio di istituto su una materia delicata e complessa, che sicuramente ha un impatto profondo nella gestione scolastica. 


Alla luce delle legge definita Spending Review (Decreto Legge 95 del 6 luglio 2012 ), divenuta operativa il 15 agosto 2012 si rende necessaria una analisi dei software gestionali per attuare tale decreto. La legge prevede  la dematerializzazione di funzioni amministrative e comunicative che dovrà avvenire, però, con le risorse già esistenti. Le scuole dovranno adeguarsi alle nuove norme  ”con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. La normativa vigente prevede che la spesa per software gestionali non superi la cifra indicativa di 1500 €. Per poter sostituire un documento cartaceo con un altro digitale è necessario che quest’ultimo possegga i requisiti di validità del precedente. Entra dunque in gioco la normativa sulla tutela dei dati (Codice in materia di protezione dei dati personali – D.L.vo n.196 del 30 luglio 2003) e la tutela dell’autenticazione informatica. Questi parametri sono necessari e fondamentali nella scelta delle aziende che producono il software: per queste motivazioni le ditte prese in analisi è bene che siano certificate ISO per la qualità dei loro prodotti.

Sarebbe opportuno avere adeguata consulenza sulle scelte da compiere, non facilmente reversibili.
Intanto, volendo andare nella direzione del Piano Scuola Digitale:

"I programmi del MIUR di prima generazione, attraverso i quali il mondo della scuola si è avvicinata all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione evolvono oggi in una dimensione nella quale la tecnologia si integra nella didattica di classe. Non più la classe in laboratorio ma il laboratorio in classe: una strategia tante azioni."
Questo significa sostanzialmente avere una LIM (o proiettore) collegata a un dispositivo per ciascun docente e dispositivi (tavolette o portatili) per tutti gli studenti della scuola. In questa ottica, stanno intervenendo finanziamenti finalizzati alla didattica erogati pariteticamente dal MIUR e da ciascuna Regione, che hanno sottoscritto accordi il 18 settembre 2012.
Paola LimoneEcco l'accordo per il Piemonte firmato ieri a Roma: all'articolo 3 il modello che si seguirà, quello del nostro gruppo Scuola Digitale Piemonte Accordo Piemonte-MIUR-USRPiemonte


Ciascuna scuola deve provvedere autonomamente alla connessione internet di ciascuna classe, oltre alla segreteria scolastica, con fondi che saranno resi disponibili direttamente. Vengono invece rescissi i contratti di fornitura della connessione per accordo MIUR-RTI
Interessante leggersi il lungo articolo di martina pennisi su agendadigitale.eu 
Ieri il ministero ha precisato in un comunicato la decisione su internet.


Sul fronte registro di classe e registro docente, si deve tenere conto di molti aspetti. Come prima cosa, un sistema che possa garantire la valenza legale della digitalizzazione degli atti, che essendo atti amministrativi, devono essere gestiti secondo procedure consone a garantire gli attributi di autenticità (identificazione dell'autore) integrità (scritti in data certa e non manomessi) e non ripudiabilità (nel senso che chiunque debba accedere al documento possa riconoscere la paternità, contenuto e implicazioni legali). Una pagella digitale emessa in data certa costituisce documento elettronico originale che sostituisce il cartaceo e vale per il titolo conseguito, per esempio richiedere l'iscrizione all'università o partecipare a un concorso di selezione.
Un interessante articolo da leggere per inquadrare l'argomento di Marco Guastavignache individua tre tipologie di soluzioni:
- Sistema proprietario, fornito da terzi in licenza d'uso o canone di servizio.
- Sistema open software, installato e gestito in proprio dalla scuola.
- Sistema open software, gestito da terzi o in consorzio di scuole.

Ritengo importante aggiungere e sottolineare altri due aspetti cruciali:
- Deve essere utilizzabile da dispositivi dei docenti, senza imporre un sistema operativo specifico, in modo da consentire una piena integrabilità nelle diverse piattaforme client e server disponibili.
- Proprietario o Open Source che sia, risulta una scelta importante decidere tra averlo installato sul server della scuola oppure in cloud-computing su server di terzi, che garantiscano operatività, aggiornamenti e rispetto dei requisiti di interazione con il portale scuolamia.it e sicurezza dei dati.

La scelta deve anche tenere conto della legge e il codice di amministrazione digitale impone che venga prima scelta una soluzione open software che già sia stata sviluppata per la pubblica amministrazione. Anche per il sistema operativo vale la stessa considerazione. Inoltre, si tenga presente che docenti e studenti potrebbero scegliere autonomamente quali dispositivi utilizzare e dunque non e' lungimirante vincolarsi a un particolare sistema operativo. Per la attuale diffusione dei dispositivi, tavolette, portatili o misti, oggi Linux e Android sono i due sistemi open source maggiormente diffusi, seguiti dai sistemi proprietari IOS di Apple e Windows8 di Microsoft. Quindi è opportuno che almeno i principali sistemi operativi siano utilizzabili.


Un sistema di cloud-computing, oltre a non richiedere un server fisicamente gestito nei locali della scuola, evitando problemi di aggiornamento, backup, consumo energetico, sicurezza, non soltanto non richiede un intervento specialistico di un tecnico per la gestione locale, ma offre anche il vantaggio di rendere disponibile il servizio su internet in connessione sicura https direttamente sul browser preferito di chi deve accedere al servizio, che saranno professori, allievi e i loro genitori. 
In questo caso dobbiamo verificare che siano realizzate interfacce compatibili con tutti i browser maggiormente utilizzati, ovvero Google Crome, Safari, Firefox e Microsoft Internet Explorer.


Oltre a un certo numero di fornitori di sistemi proprietari, vi sono alcune soluzioni interessanti:

ImparaDigitale neocostituita associazione milanese capitanata da Stefano Quintarelli, ha realizzato una piattaforma scholadigitale.it in cloud computing decisamente bella, basata su wordpress come interfaccia grafica verso il browser, garantendo quindi operabilita' su qualunque dispositivo. Ha un canone minimo da 1000 euro, assolutamente nella media, che scala in funzione del numero di studenti al prezzo modico di 1 euro per studente oltre 1000. Oltre alla gestione del registro elettronico, promette di sviluppare una piattaforma per la didattica e la gestione interna delle attivita' dei docenti. Molto bella la presentazione del registro. Dichiarano di non avere ancora rilasciato i sorgenti, ma di essere in procinto di farlo, utilizzando software e licenze open source. Probabilmente data la situazione estremamente frammentata hanno ragione a mantenere riservatezza fino al momento in cui avranno raggiunto la necessaria massa critica.


Esiste il portale del ministero https://scuolamia.pubblica.istruzione.it che non fornisce ancora  soluzioni in cloud computing (questo lascia molto perplessi), al quale le scuole possono iscriversi per usufruire dei servizi di comunicazione con le famiglie. Nella guida, facilmente reperibile in home page, si fa riferimento a un sistema SISSI che viene messo a disposizione da parte del ministero per tutte le scuole che ne facciano richiesta. Parte da un progetto realizzato nel 2002 per la pubblica amministrazione da parte di EDS Sistema Integrato Segreterie Scolastiche Italiane. Viene aggiornato direttamente dal ministero, ma richiede di essere scaricato e installato direttamente sul server della scuola che richiede windows (proprietario). Sicuramente la interazione corretta con il portale scuolamia deve essere garantita.


Una terza via per dotarsi di un sistema open source di gestione scolastica che sia cloud computing e possa non solo interfacciarsi con il software e l'anagrafica utilizzato nelle segreterie, ma arrivi progressivamente a sostituirlo, sarebbe quella di consorziare le scuole in una associazione, possibilmente a base regionale se non nazionale, che garantisca l'adeguamento del sistema al variare della normativa e le caratteristiche di gestione dei dati in sicurezza descritte prima. Esistono diversi sistemi opensource in USA, trai quali The SchoolTool Book http://book.schooltool.org.

A detta di Dario Zucchini, fondatore della associazione Dschola, il migliore registro elettronico open in assoluto è www.registroelettronico.net che è stato sviluppato con il contributo di Provincia di Torino e fondazione per la scuola. Migliore in assoluto perchè oltre a tutte le funzioni che servono e gli adempimenti di legge, ha una sezione di business intelligence che offre al dirigente scolastico tutte quelle informazioni e le statistiche necessarie per monitorare tutti i parametri vitali della scuola. 

Per completezza, su iphone e ipad esiste una app molto carina per uso individuale idoceo.net.
Se qualcosa di analogo fosse realizzato anche per Android, con la garanzia di gestione dei dati, sincronizzando con un server amministrativo che ne curi gli attributi legali e si occupi della integrazione con l'anagrafica e il sistema di segreteria, allora si avrebbe una soluzione decisamente completa.

Probabilmente centri Regionali di competenza si attiveranno per l'erogazione di questi servizi amministrativi scolastici, basandosi sulle tecnologie open source. Associazioni libere che erogano in base a un canone annuo, come scholadigitale.it o dschola.it se non servizi istituzionali erogati direttamente dalla Regione e dal MIUR. La cosa importante è che ci si orienti sulle soluzioni open source e in cloud computing.


Leggi anche Tutto quello che manca alla scuola digitale in italia di Caterina Policaro @catepol

Demo di Tiche, Registro Elettronico Online

Dal collaudato programma Hermes per la gestione del registro elettronico online, nasce Tiche. Più sicuro e completo, permette una gestione a più livelli e si arricchisce di nuove funzionalità.

http://lnx.sinapsi.org/wordpress/2011/09/18/tiche-il-nuovo-registro-elettronico/

Abbiamo caricato una versione Demo, installata su Server Remoto Gratuito e perfettamente funzionante, con la quale potrete sperimentare e verificare personalmente le funzionalità di Tiche Registro Elettronico Online.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao.
Ti ho linkato qui:

http://blog.libero.it/politopoli/12010851.html

Scaforchio ha detto...

Da segnalare anche LAMPSchool (www.lampschool.it).

Marco Baldassari ha detto...

Da provare anche LAMP sicuramente risponde ai requisiti architetturali (non dice per quali browser e' stato testato, ma se funiona su linux di sicuro funziona con google chrome) e puo' essere installato direttamente su una VM di VMWARE in cloud, o su una nuvola di Telecom (nuvola italiana) chiedendo magari un accesso alla scuola in fibra ottica a 1Gbps e cablando internamente la scuola usando POF da passare lungo l'impianto elettrico invece di piazzare canaline per CAT6 che costano. Un access point per ogni classe dovrebbe garantire di avere 10Mps per studente, in modo da abilitare anche le unita' didattiche con google hangout e videoconferenze.


Leggo dal manuale di installazione

"LAMPSchool é un software che funziona in ambiente web. In particolare è stato sviluppato e testato in ambiente LAM (Linux, Apache, MySQL). Per il suo funzionamento si deve quindi avere a disposizione un server web con interprete PHP e database MySQL (Ver. 5.0.1 e superiori)."